L’Umanità Rivelata
Questo progetto è un atto di resistenza contro il ritratto convenzionale. Rifiuta la seduzione della luce artificiale, l’artificio della moda e il narcisismo effimero. Ecce Omo è un reportage crudo e intimo, un’indagine sull’essenza umana che si manifesta nei momenti di massima rivendicazione.
Ho percorso i Pride di tutta la Lombardia, non come semplice cronista, ma come un archeologo alla ricerca di un volto incontaminato. Ho chiesto ai partecipanti un atto di coraggio: mettersi a nudo di fronte all’obiettivo.
L’Atto e l’Attrezzatura
Per spezzare la barriera tra fotografo e soggetto, ho usato una lente degli anni Settanta: un cristallo obsoleto e imperfetto, volutamente imperfetto, per contrastare la nitidezza sterile della tecnologia moderna. Ho preteso che si fermassero, che si sottraessero al flusso della manifestazione per parlarmi delle radici profonde del loro impegno, del loro ‘perché’.
Gli scatti sono aggressivamente ravvicinati, quasi a soffocare la possibilità del contesto. La folla, i cartelli, la musica – tutto viene escluso per creare un vuoto radicale. L’obiettivo è concentrarsi esclusivamente sulla superficie drammatica del volto: gli occhi, le rughe, i colori, che diventano la mappa emotiva di un’identità.
Il Titolo: Dalla Passione alla Rivendicazione
Il titolo, Ecce Omo, non è una citazione: è una dichiarazione filosofica. Richiama l’antica e solenne frase pronunciata da Ponzio Pilato nel mostrare Cristo flagellato alla folla. Quell’atto era la messa in scena della Passione e della vulnerabilità estrema.
Nel contesto di questo progetto, Ecce Omo significa: “Guardate l’Uomo”. Guardate l’individuo nella sua piena, e spesso combattuta, autenticità. Ogni ritratto è una flagellazione emotiva superata, una corona di spine simbolica trasformata in un vessillo di fierezza.
Questa serie è un invito a riconoscere e onorare la verità rivelata in quell’istante di vulnerabilità, dove l’identità non è una maschera ma un manifesto.