Oltre l’Eco del Narciso

Chi sono i Santi della Strada? Sono volti senza nome che calcano le scene di un’epopea invisibile. Sono le vere star di un teatro urbano senza riflettori, dove l’umanità si agita, ama, fallisce e muore, in un silenzio assordante, lontano dall’eco tossica dell’auto-celebrazione digitale.

Questo progetto è un atto di aggressione concettuale al narcisismo della nostra era. È l’antidoto visivo a una società che, ossessionata dal raccontare una versione filtrata e impeccabile di sé sui social media, ha dimenticato come rappresentarsi nella sua cruda e vera essenza.

L’Ossessione del Frame

Per anni, ho imbracciato la macchina fotografica come un’arma. Il mio set è stato sempre lo stesso: gli stessi angoli, gli stessi lembi di cemento. La mia preda: il flusso ininterrotto del popolo, le anime erranti catturate nell’atto del passaggio.

Armato di una vecchia macchina digitale e di obiettivi analogici, ho cercato la plasticità e l’imperfezione, il granulo della verità che la perfezione digitale ignora. Ho sparato ossessivamente, giorno dopo giorno, persona dopo persona, costruendo un archivio che si alimenta dell’anima altrui.

C’è, ammetto, una tendenza voyeuristica in questo processo. Ma è un voyeurismo etico: quello di chi si spinge oltre la cortina per documentare ciò che la società non riesce (o non vuole) mostrare di sé. L’obiettivo era cogliere l’attimo in cui la maschera cade e la stanchezza, la gioia, l’amore o il dolore si fanno improvvisamente plastici e visibili.

I Santi della Strada è un’indagine sul Reale non celebrato, una testimonianza ritmica e drammatica che dimostra come la vera narrazione si svolga sempre là, dove i riflettori dei social non arrivano. È la rappresentazione ossessiva e non negoziabile della nostra complessa, magnifica e anonima umanità.

Santi della strada

error: Content is protected !!