Il Mantello dell’Invisibilità e l’Etica del Ladro d’Anime

Il telefono, lo smartphone, è l’oggetto più potente mai infilato in tasca. È il principale responsabile di un incredibile “salto”, che ha permesso all’umanità di volare nell’era in cui l’immagine non è un accessorio, ma la vera e unica (spesso) realtà. Un paradosso? Forse. Ma mai in passato l’immagine ha avuto un ruolo così centrale e totalizzante.

Per un fotografo, questa ubiquità tecnologica è una risorsa tattica che va sfruttata con intelligenza.

Il Clic Inconsapevole: Diventare Fantasma

Certamente, fotografare con uno smartphone non è come scattare con una fotocamera professionale; manca il rituale, la pesantezza, l’autorità. Ma è proprio in questa apparente leggerezza che si cela la sua forza ineguagliabile: lo smartphone è il mantello dell’invisibilità.

Nessuno ci fa caso. Nessuno capisce cosa stai facendo. Questo anonimato ti permette di cogliere quella sorta di innata inconsapevolezza dell’essere umano, la sua naturalezza più disarmante, prima che possa erigere la maschera sociale.

Il cellulare ti trasforma in un ladro d’anime – e non sono ipocrita, questo aspetto mi intriga. Ti rende un assoluto testimone della modernità, agendo nelle pieghe del quotidiano, anche laddove il mondo sta tentando, in ogni modo, di evitare lo sguardo sincero.

La Ribellione Contro l’Oblio

In me c’è un che di rivoluzionario, di ribelle. Non lo nascondo. Il progetto Smartphoto non è solo un esercizio stilistico; è un gesto etico e urgente.

Vorrei lasciare a chi verrà un documento vivo, non filtrato, di ciò che eravamo. Esattamente come hanno fatto i grandi fotografi del passato con noi. Non accetto l’idea di cancellare la memoria storica di un popolo, di una società, di una massa di persone, sostituendola con le immagini patinate e autoriferite dei social.

Questa è la battaglia dello Smartphoto: documentare la nostra vera vita, il nostro caos, la nostra spontaneità, usando lo strumento più onnipresente e meno temuto. Perché un giorno, credo, tra qualche anno, avremo un bisogno disperato di guardarci indietro – non negli specchi deformanti della rete, ma nella verità catturata da un fantasma urbano – per ritrovarci.

Smartphoto è l’archivio della nostra inconsapevolezza, un documento necessario per il futuro.

Smartphoto

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