Il battito del cuore: ombre, antiche lenti e l’elogio del tempo

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Alessandro Di Mise

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Il battito del cuore

Un filo di luce. La giornata scappa via, con il suo splendente mantello che striscia sulla terra, alzando una lieve polvere. La notte, annunciata dal velo blu che si posa sul mondo, fa il suo ingresso nella vita.

Questo è il momento. Questo è l’istante in cui, ogni giorno, mi ritrovo a chiudere gli occhi per riaprirli e cercare la “visione primordiale.”

La fotografia non è un linguaggio, non è una tecnica da manuale. È ritmo visivo. È un cuore che batte, scandendo in un inesorabile tu-tu, tu-tu, il vero volto del tempo.

Io non inseguo l’immagine perfetta; io inseguo il sentimento che striscia in quell’ombra, il ricordo che dorme in quel filo di luce. Voglio ciò che è viscerale: Luce e ricordi. Ombre e sentimenti. Clic.

La scelta della “rovina” (e della poesia)

Per catturare questa essenza, per strappare l’anima dal flusso, ho bisogno di strumenti che comprendano il valore del tempo e il peso della storia. Ho bisogno di compagni che rifiutino la fredda e sterile perfezione.

Il battito del cuore

Ecco perché il mio strumento di scelta non è l’ultimo prodigio tecnologico, ma una leggenda carica di graffi e di carattere: una vecchia Canon 5D Classic, abbinata a obiettivi Olympus di 40 anni fa.

Non è una scelta nostalgica, è una scelta filosofica.

Questa Canon 5D Classic ha un sensore che rispetta la verità granulosa della luce, che accetta l’imperfezione come parte del dramma. E quelle lenti, con i loro anelli di messa a fuoco che hanno assorbito decenni di storie e le loro inevitabili micro-aberrazioni, non riproducono: narrano. Aggiungono un velo poetico, un’aura, che la fredda ottica moderna ha dimenticato.

Il battito del cuore

Il mio carisma non è nel come scatto, ma nel perché scatto con strumenti che rifiutano di nascondere le cicatrici del tempo. Sono l’estensione del mio credo: cercare il mistico potere rivelatore della fotografia.

L’essenza del dialogo

Quando inquadro quella bottiglia in casa, non vedo vetro e liquido. Percepisco la sua essenza, la sua vibrazione, il suo dialogo col mondo, con me. È come se mi chiedesse: “Salvami da questo momento, rendimi eterna“.

Se la fotografia è un atto di coraggio, io sono pronto a pagare il prezzo. Voglio continuare a essere il ladro d’anime – o, se preferite, il pittore d’anime – che usa l’antica arte della luce per rivelare ciò che è nascosto.

Il battito del cuore

Non concentratevi sulla tecnica. Guardate attraverso le mie lenti, sentite il clic del mio vecchio otturatore. Sentite la storia.

 

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